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Come comprare crypto per la prima volta

Una guida chiara all'acquisto delle prime crypto: cosa sistemare prima, i quattro passi, perché esiste il controllo dei documenti e gli errori in cui cadono i principianti.

beginner7 min di letturaScritto da Dan Clarke

TL;DR

  • Con un Wallet e un documento con foto pronti, il primo acquisto richiede circa dieci minuti.
  • Un on-ramp funziona in quattro passi: scegliere cosa comprare, decidere come pagare, verificare la propria identità, confermare e ricevere.
  • Il KYC (il controllo dei documenti) è la legge, non la piattaforma che ficca il naso. Con il documento a portata di mano è veloce.
  • Meglio partire in piccolo, con una cifra di cui non si sentirebbe la mancanza. Sui micro-acquisti, le commissioni e il costo di rete si mangiano una fetta più grande.
  • Questa è una guida pratica, non una consulenza finanziaria.

Comprare le prime crypto è veloce, dieci minuti, forse meno. A bloccare le persone non è mai l'acquisto in sé, ma le due o tre cose che nessuno dice di sistemare prima, così ci si ferma a metà. Risolte quelle, i quattro passi filano da soli.

Questa è una guida pratica, non una consulenza finanziaria: meglio comprare solo ciò di cui non si sentirebbe la mancanza.

Prima di iniziare: due cose da avere pronte

Primo, un posto dove far arrivare le crypto: un Wallet crypto, un'app o un piccolo dispositivo che custodisce le chiavi. Qui c'è una scelta: lasciare che a custodire le crypto sia una piattaforma, come un conto su un exchange, oppure gestire un Wallet proprio, dove le chiavi le detiene solo il titolare. La custodia della piattaforma ha meno da rompere, il Wallet proprio dà più controllo e più occasioni per darsi la zappa sui piedi. I principianti partono quasi sempre dalla custodia della piattaforma, e c'è una guida a parte per chi vuole prima configurare il proprio.

Secondo, un documento con foto: passaporto, patente, carta d'identità, uno qualsiasi va bene. Serve per il controllo dell'identità, e averlo già sulla scrivania adesso evita una sosta a metà percorso. Un telefono con una fotocamera funzionante aiuta, perché il selfie si fa lì.

Passo 1: decidere cosa comprare, e quanto

Il primo acquisto ricade quasi sempre su Bitcoin o Ethereum, per la ragione banale che sono i due nomi che tutti conoscono e i più facili da rivendere. Non serve un coin intero: a un prezzo del Bitcoin nell'ordine delle decine di migliaia di euro, 20 euro bastano per una scheggia, contata in satoshi, dove un Bitcoin ne vale 100 milioni. Possedere lo 0,0004 di qualcosa qui è normale.

Meglio scegliere una cifra piccola, non perché le crypto siano spacciate, ma perché il primo acquisto è una prova. Una regola sensata: una somma che, dimezzata da un giorno all'altro, darebbe fastidio senza però rovinare la settimana. Rincorrere la crypto che sale di più in quella settimana è il classico primo errore. Meglio resistere. Le più piccole e recenti oscillano di più e possono essere una seccatura da vendere quando si vuole uscire, e per quello ci sarà tutto il tempo più avanti.

Passo 2: scegliere come pagare

Qui l'esperienza cambia di più, ed è qui che si nascondono le commissioni. La carta di debito o di credito è la più rapida, le crypto spesso arrivano in pochi secondi, e per la velocità si paga un punto o due in più. Bene saperlo subito: alcune banche bloccano di nascosto i pagamenti con carta verso i servizi di crypto, quindi una carta rifiutata è spesso la propria banca, non la piattaforma. Una telefonata alla banca, o il passaggio al bonifico, di solito risolve.

Il bonifico bancario è la strada più economica: in Europa è SEPA, nel Regno Unito Faster Payments, altrove quello che la banca chiama bonifico ordinario. Il costo è il tempo, da pochi minuti a un giorno lavorativo, e i weekend lo allungano. Apple Pay e Google Pay stanno nel mezzo, veloci come la carta e comodi se i dati sono già sul telefono.

Ciò che trasforma il denaro in crypto è un on-ramp. Banxa è uno di questi, gestisce questa infrastruttura dal 2014, con più di 100 metodi di pagamento in oltre 100 paesi, motivo per cui l'opzione adatta al proprio paese di solito c'è. Qualunque cosa si scelga, la commissione si vede prima di confermare. Conviene leggerla. Su un acquisto da 20 euro una commissione minima fissa può essere, senza farsi notare, un decimo della spesa. Le commissioni mordono più forte sugli acquisti più piccoli, ed è un tema che continua a tornare.

Passo 3: verificare l'identità, e perché è obbligatorio

Ecco la parte che sorprende: prima di poter vendere crypto, un servizio regolamentato deve sapere chi è il cliente. Questo è il KYC, Know Your Customer, ed esiste perché lo impone la normativa antiriciclaggio, non per curiosità di qualcuno. Si fotografa il documento, si scatta un selfie perché il volto corrisponda, e si aspetta.

L'attesa di solito è di pochi minuti, anche se durante un forte rialzo può allungarsi a ore mentre si smaltisce l'arretrato, perché quando il prezzo schizza si affollano tutti insieme. È fastidiosa e non si può saltare, ma il lato positivo è che si fa una volta sola, e ogni acquisto dopo il primo la salta a piè pari. Due consigli: fotografare il documento in piano su una superficie scura senza riflessi, e verificare che il nome sul documento coincida con quello sulla carta o sul conto che paga, perché una discrepanza è il motivo più comune per cui un controllo si blocca.

Passo 4: confermare l'ordine e ricevere le crypto

Ora l'acquisto vero e proprio: compare un preventivo, quantità di crypto, prezzo, commissione, valido per circa 30-60 secondi prima di aggiornarsi. Quel conto alla rovescia è reale: i prezzi si muovono ogni secondo, ed è la volatilità, quindi un preventivo che si guarda troppo a lungo scade e viene ricalcolato. Se scade, se ne chiede uno nuovo, non si perde nulla. Il nuovo prezzo può essere un po' più alto o più basso, ed è semplicemente il mercato, non un trucco.

Confermato l'ordine, le crypto arrivano, o nel conto sulla piattaforma o inviate al proprio Wallet. Se si inviano al proprio Wallet, si incolla un indirizzo Wallet, la lunga stringa che per Bitcoin inizia con bc1, o a volte con 1 o 3. Meglio controllarla due volte: confrontare i primi e gli ultimi caratteri con quelli mostrati dal proprio Wallet. Basta un indirizzo sbagliato e le crypto spariscono, nessuno da chiamare, nessun annullamento. Spostare crypto costa anche una piccola commissione di rete, pagata a chi gestisce la rete, non alla piattaforma, motivo per cui portare un primo acquisto minuscolo sul proprio Wallet può sembrare assurdamente caro. Molti lasciano un primo piccolo acquisto dov'è e prelevano solo quando la commissione di rete diventa un'inezia.

Gli errori tipici di chi compra per la prima volta

Alcuni schemi si ripetono: nell'entusiasmo si compra più del previsto, ci si fa prendere dal panico al primo calo, si vende in perdita. Si paga con carta senza leggere la commissione, poi si resta scottati quando il totale arriva più magro del previsto. Si mandano le crypto all'indirizzo sbagliato, o all'indirizzo giusto sulla rete sbagliata.

E i nuovi arrivati sono una manna per i truffatori: uno sconosciuto che si offre di aiutare tra le risposte, un finto account di assistenza pescato da un motore di ricerca, un giveaway che chiede di inviare qualcosa in anticipo e giura che lo raddoppierà. Una sola frase copre tutto: le piattaforme vere e le reti vere non chiedono mai la seed phrase o la chiave privata, e non chiedono mai un deposito per sbloccare fondi che si possiedono già. Entrambe le richieste sono una truffa, ogni volta.

Niente di tutto questo vuole spaventare. Basta farlo una volta e diventa tutto rapido e noioso, che è ciò che si vuole dal denaro. Meglio prendersela con calma la prima volta, leggere ogni schermata, considerare quei primi 20 euro come il prezzo della lezione. Al terzo acquisto sembra un qualsiasi checkout online, e resta da decidere solo la cosa che conta: cosa, e quanto.

Domande frequenti

Circa dieci minuti, più il controllo dei documenti. La verifica spesso è di pochi minuti, anche se in un mercato affollato può arrivare a ore, quando comprano tutti insieme. Ogni volta successiva è più rapida, perché l'identità è già verificata.

Le norme antiriciclaggio vincolano gli on-ramp regolamentati, che perciò confermano l'identità prima di vendere crypto. È la legge, non la piattaforma che ficca il naso, e i dati restano presso il fornitore, non sulla blockchain.

Il bonifico bancario, come SEPA in Europa o Faster Payments nel Regno Unito, di solito costa meno della carta, in cambio di un po' più di lentezza. Carte e pagamenti da telefono costano un po' di più per un accredito quasi immediato. La commissione compare prima della conferma, quindi conviene confrontarla lì.

No. Si può comprare e lasciare che sia una piattaforma regolamentata a custodire le crypto per iniziare. Molti passano a un Wallet proprio più avanti, quando vogliono le chiavi. Entrambe le strade sono un punto di partenza ragionevole.

Spesso 20 euro o meno, e si può possedere una frazione di crypto. L'inghippo sono le commissioni: sugli acquisti molto piccoli, la commissione più il costo di rete per prelevare si mangia una fetta più grande, quindi le cifre minuscole servono più a fare pratica con la procedura che a investire.

Sì. Alcuni emittenti di carte rifiutano per impostazione predefinita i pagamenti verso i servizi di crypto. Se la carta viene rifiutata, di solito è la banca, non l'on-ramp, e una rapida telefonata, una carta diversa o un bonifico bancario in genere aggirano il problema.

Informazioni sull'autore — Dan Clarke
Dan Clarke

Dan Clarke is the author of Bitcoin: The Complete Guide and a former content lead at Binance Academy, where he wrote crypto education for readers arriving with no background in the subject. He has worked in the cryptocurrency industry since 2017. His rule for these guides: plain language first, precision where it matters, no cheerleading.